Compenso per l'amministratore giudiziario: si applica la tariffa in vigore al momento della conclusione dell'incarico

2019-08-26 Area Professioni Legali


Si segnala la sentenza della Corte di cassazione 22 agosto 2019, n. 21592, che ha ribadito un principio più volte precisato, sia pure con riferimento alle tariffe relative alle prestazioni professionali rese dagli avvocati, in caso di successione di tariffe professionali, la liquidazione degli onorari va effettuata in base alla tariffa vigente al momento in cui le attività professionali sono state condotte a termine, identificandosi tale momento con quello dell'esaurimento dell'intera fase rilevante ovvero, per il caso.in cui le prestazioni siano cessate prima, con il momento di tale cessazione. Tale principio, in ragione dell'evidente analogia di materia, dev'essere applicato anche nel caso della gestione di un bene da parte dell'amministratore giudiziario, configurabile come un'attività di carattere professionale che, ai fini della liquidazione del compenso, dev'essere considerata non atomisticamente ma in senso complessivo, non diversamente da quella svolta in sede di difesa in giudizio da parte dell'avvocato (categoria professionale i cui appartenenti, non a caso, ben possono essere investiti della qualifica di amministratore giudiziario e dei relativi compiti). Anche per questo caso, pertanto, premessa la già acquisita necessità di riferirsi per la determinazione dei compensi alle tariffe vigenti per la categoria professionale interessata, deve concludersi nel senso che l'individuazione della tabella pertinente vada eseguita, ove l'incarico si sia svolto diacronicamente sotto la vigenza di tabelle diverse succedutesi nel tempo, attraverso l'utilizzazione della tabella applicabile al momento in cui l'incarico si è esaurito o si è, comunque, concluso.



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